fusioni e scissioni di mappe mentali mappa mentale malata ma stai in compagnia mappe a due poli mind map si possono innestare le regole degli orbitali atomici sulle mind map?



post1--20

vedi anche la scelta
opzioni
si o no
movimento
due pensieri non formano una mappa


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Nella prima immagine una mappa mentale come siamo abituati a vederle oggi con al centro "installare il sistema informativo" e tutta la gerarchizzazione dei passi necessari per compiere questa operazione. Nella seconda immagine la stessa mappa (solo installare il sistema informativo senza i passi successivi) con l'introduzione del concetto di tempo e movimento e nella seconda immagine un passo non presente nella mappa originale di Alberto Scocco (soldi per il sistema informativo) utilizzata per metterla in stretta relazione con la prima immagine per uno sviluppo successivo della mappa in cui i si o no non saranno separati in due parti indipendenti ma in un solo si o no dove al variare dell'uno variera' anche l'altro

                                                                                                                                           pag 1

vedi anche eyeplorer





In basso una schermata di un noto programma per la compilazione di mappe mentali, con le opzioni disponibili. Ipotizzando che le mappe mentali seguano leggi simili a quelle che disciplinano altre materie, si può guardare a campi dove la ricerca è avanti in contesti che sembrano paragonabili e innestare i progressi di quelle scienze nella scienza, se cosi' si puo' chiamare, delle mappe mentali. In questo esempio un paragone con il mondo della fisica, dove sono ormai 80 anni che si è passati da un mondo fondato sul monopolio del numero uno, atomo, materia, elettrone ecc. ad un mondo dove il numero minimo è il due, elettrone ed antielettrone, materia ed antimateria, teoria che applicata alle mappe mentali presuppone l'esistenza di una antimappa














                                                                                                                                           post 2 

vedi anche la scelta
opzioni
si o no
movimento





Pensando ad una mappa mentale come tanti insiemi di si o no, il passo successivo sara' inserire queste mini-scelte in un insieme per cui le parti non saranno piu' indipendenti ma al variare di una scelta variera' tutto un insieme di altre scelte
                                                                                                                                        




























                                                                                                                                                   pag 3

vedi anche la scelta
opzioni
si o no
movimento


Nelle animazioni un esempio di decisioni basate su precedenti esperienze, riferito ad un problema riscontrato sul mio portatile, il blocco del mouse scegliendo l'opzione ibernate.Nella prima animazione il primo cartello indica le opzioni disponibili ad ogni messa in pausa del computer, stand-by ed ibernate. Nella seconda animazione compaiono altri due cartelli che indicano una variazione rispetto all'uso normale delle opzioni ibernate e stand-by, variazione presente sul mio portatile per qualche problema in windows: mettendo il computer in ibernazione al riavvio il computer presenta il mouse fermo, quando invece usando lo stand-by il mouse al riavvio non ha problemi, per cui ogni volta che mi si ripresenta la scelta ricordo il secondo cartello del tragitto ibernate e scelgo l'opzione stand-by.

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sotto una animazione con le opzioni ibernate e standby

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pag 4

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opzioni
si o no
movimento


nella prima immagine una mappa tradizionale
(da http://www.ideo.com/news/item/article/change-by-design?changebydesign), che cerca di descrivere un processo mentale. Sotto la stessa mappa con l'aggiunta del movimento, riducendo il nostro pensiero ad una successione continua di si o no

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                                                                                                                                           pag 5

Perchè gradini e mappe? Per unire alla gerarchizzazione, gia' presente nelle mappe tradizionali, il concetto di tempo e la conseguente suddivisione delle evoluzioni delle mappe mentali in step principali da superare per arrivare ad essere quello che vorremmo ma che è ancora lontano dall'avverarsi: uno specchio della nostra mente, e dell'universo che ci circonda.

                                                                                                                                           pag 6


Una schermata ottenuta effettuando una ricerca in internet per la voce mappe mentali. Il risultato è una serie di mappe con lo stesso schema che si ripete, una voce importante al centro e altre meno importanti mano a mano che si va verso la periferia del foglio. Che è una idealizzazione di come vorremmo fosse organizzato quello che osserviamo, o il nostro pensiero. Ma non è la realta', il nostro cervello (o il discorso di presentazione di un evento, l'organizzazione di un'azienda, eccetera) non è cosi' perfetto, non ha delle gerarchie cosi' ben definite per cui cio' che è piu' importante è all'inizio della gerarchia, anzi tante volte il problema principale di un qualcosa di problematico è proprio l'inversione dei ruoli per cui aspetti meno importanti rivestono ruoli primari.


Differenze tra una mappa mentale sana ed una malata. Le mappe malate sono comunque una minoranza, rispetto alle mappe sane, perchè i mind mapper stanno bene attenti a fare la scala dal piu' grande al piu' piccolo. Le aziende (o i pensieri, i siti web, eccetera) malate invece sono in numero maggiore in proporzione  perchè viene piu' difficile nella  analisi della realta' cogliere tutti i fattori, molte volte la scala gerarchica non è rispettata non per inversione di ruoli ma per vere e proprie mancanze, per cui fattori primari non compaiono neanche. Anzi nelle ricerche avanzate (tipo CERN) sono piu' i fattori che mancano che quelli sballati.

                                                                                                                                           pag 7





vedi anche
micro e macro
micro e macro 2
navigare dal micro al macro 
mille vie mille opzioni

passaggio dal macro al micro, indicato dal numero 1-1-2-7-29-121 ad indicare i settori di appartenenza riferiti alle varie scale di aggregazione, dal primo numero, 1, riferito alla tavola principale che comprende tutto, fino al numero 121, riferito alla tavola scomposta in 256 parti. Per una divisione per due la serie è incompleta perchè si passa dal 7 al 29 (e dal 29 al 121, ecc) saltando un passaggio.







Come si passa dal micro al macro? Nell'esempio delle immagini una interpretazione prendendo a prestito un metodo spesso seguito dai componenti hardware e software dei nostri computer, raddoppiare o dimezzare a seconda se si voglia andare nel grande o nel piccolo. Ne viene fuori una mappa che permette di dirigersi verso una qualsiasi via di una qualsiasi citta' conoscendo oltre al nome della via il settore abbinato, partendo dal primo che comprende tutta la citta' per passare al secondo che la divide in due e cosi' via fino al settore specifico della nostra via. In questo modo avendo a mente una tabellina come quella sotto è possibile capire subito dove si trova una via senza bisogno della mappa specifica di quella citta'.

http://picasaweb.google.com/garauno/DivisoDue?feat=directlink










                                                                                                                                                                 post 8 
vedi anche
micro e macro
micro e macro 2
navigare dal micro al macro 
mille vie mille opzioni




E' meglio o no usare i livelli? Oppure fin tanto che una organizzazione interessa qualcosa di semplice si puo' fare a meno dei livelli, che diventano indispensabili appena la struttura diventa complessa? Per cui sono corrette tutte e due le organizzazioni, a livelli e non, sono scorrette invece le organizzazioni di fenomeni complessi con strutture senza livelli?
Nell'immagine un esempio di organizzazione scorretta, google earth, con la suddivisione di una entita' complessa come la superficie del globo terrestre in un unico livello, settorizzato tramite longitudine e latitudine.
                                                                                                                                           pag 9

Mie mappe, piu' che altro mappe degli altri riadattate. Uso le mappe degli altri (almeno per i primi tempi, poi provero' a fare qualche mappa partendo da zero)  perchè non ne ho mai fatta una e sono interessato piu' a trovare nuove vie che non percorrere quelle gia' esplorate e riesplorate, per cui mi affranco, per il momento, dalla fatica di gerarchizzare o concettualizzare un qualcosa, cioè redigere una mind-map, ipotizzando che da quel punto di vista sia gia' stato detto tutto e non ci sia niente da aggiungere.


http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/08/movimento.html
da una mappa di Alberto Scocco

http://www.lemappedelpensiero.it/joomla/index.php






http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/10/buzzacchino.html
da una mappa di Roberta Buzzacchino

http://mappementaliblog.blogspot.com/








 http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/10/on-off.html
da un progetto 1mas

http://www.1mas-posizionamento-motore-ricerca.it/ita/strumenti_SEO_strategia


http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/10/speculare.html

da una mappa di Ronnie Barker  su
http://www.mindmaps.moonfruit.com/



http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/10/fusione.html

da una mappa di Astrid Morganne su
http://lemappementali.splinder.com/







aggiornato a ottobre 2010
                                                                                                                                                   pag 10                                                                                                                                        animazione full size
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Una mappa di buzzacchino, statica quando invece il cervello (come tutto, anzi al mondo non c'è niente di fermo, se non nella visione bacata (o acerba) dell'uomo)) è in continuo movimento, cosi' come dovrebbe essere in movimento una mappa mentale. Nelle immagini, dopo  http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/08/la-scelta.html un'altra prova di come potrebbe essere una mappa mentale in movimento. Mancano le aggregazioni, la distanza, i poli nord e sud e qualche altra variabile.


Osservate questa immagine ruotare (analizzando le varie voci della mind map) e vi riscoprirete a controllare che le voci  al centro siano poste piu' in alto di quelle in periferia (tipo devo riordinare le idee)
 






                                                                                                                                           pag 11



un circuito logico costruito secondo la logica di Boole. Le opzioni sono regolate da leggi simili a quelle che seguono i monopoli, con la presenza di entita' singolari. Ponendo invece che i monopoli siano solo una fase immatura, cui fa sempre seguito il passaggio ad un regime concorrenziale con due o piu' poli, e che queste opzioni seguano le stesse leggi di calamite, magneti, atomi eccetera ogni opzione sara' legata al suo opposto, rendendo il circuito piu' fluido e funzionale.

















                                                                                                                                                                                                                                                                                   pag 12Una donna con il suo doppio stato, disponibile o no, doppio stato correlato alla doppia natura degli uomini, belli e brutti.




vedi anche gradini e tempo on-off
tempo



Non sempre lo scorrere del tempo è scontato, certe volte ci riscopriamo a pensare all'esistenza di un qualcosa senza, come certe persone anziane che immaginiamo tali tutta la vita. Poi ogni tanto qualcuno di loro ci dice "ah sono stato giovane anch'io", costringendoci a lavorare per rendere piu' scuri i loro capelli, piu' liscia la loro pelle. All'indirizzo http://gara7.jalbum.net/tempo/ un lavoro del fotografo Bobby Adams (http://www.bobbyneeladams.com/age.html) che ci risparmia la fatica.
Stabilendo una gerarchia, un pensiero che tenga conto dello scorrere del tempo sara' situato su un gradino piu' alto rispetto ad una concezione statica. Tutta la nostra concezione dell'universo e degli oggetti che ci circondano ha queste due concezioni, per cui ogni volta ci ritroviamo a pensare ad un qualcosa di fermo per poi arrivare alla conclusione che no, si muove. I piu' smaliziati passano direttamente alla fase in movimento saltando il passaggio statico. Nel concepire le mappe mentali, per esempio, Tony Buzan, che passa per il capostipite di questi schemi gerarchici-associativi, non poteva pensare direttamente ad un qualcosa che si muove saltando il primo passaggio?vedi anche gradini e tempo   on-off

 










Un esempio di doppio gradino, tempo e microcosmo. In alto la versione statica originale, in basso il risultato con l'aggiunta del tempo con tutte le variabili che cambiano continuamente il loro stato da on a off a on-off e nell'ultima immagine la versione micro-macrocosmo con tutti gli on-off ragguppati e un unico grande ON-OFF risultato di tutti gli altri e a cui risponde il progetto nella sua interezza.


I possibili stati di una variabile: spento, acceso, in pausavedi anche gradini e tempo on-off
tempo
Se quello che si muove, come nel gradino in alto, è meglio di quello che è fermo (nel nostro pensiero, perchè nella realta' non c'è niente di fermo), come nel gradino in basso, come potrebbero essere le mind map in movimento? Nei link che seguono le mie mappe in movimento



vedi anche
micro e macro
micro e macro 2
navigare dal micro al macro 
mille vie mille opzioni


Come si naviga passando dal micro al macrocosmo. Nelle prime due immagini una navigazione scorretta, saltando dei passaggi. Nell'ultima immagine navigazione passando da un livello a quello successivo senza salti
modifica, mercoledì 14 ottobre 2009
Come si naviga passando dal micro al macrocosmo. Nella prima  immagine una navigazione scorretta, saltando dei passaggi. Nella seconda immagine una navigazione scorretta, in un altro settore, perche' dal penultimo passaggio (3) è possibile andare verso 9-10-11-12-13-14-15-16 e non verso 1-2-3-4-5-6-7-8  Nell'ultima immagine navigazione passando da un livello a quello successivo senza saltivedi anche antimappa
Un esempio di ricerca di tipo gerarchico-visuale in internet, eyeplorer (http://eyeplorer.com/show/  ).
Un solo cerchio concentrico con tutta la scala dei valori, con al centro il concetto piu' importante, come avviene per le mappe mentali. Una visione incompleta della realta', che non tiene conto del vivere in un mondo che basa le sue regole (anche) su magneti e calamite, per cui tutto cio' che non ha due poli e' in difetto




In alto effettuando una ricerca in eyeplorer si avranno tutta una serie di elementi ad esso collegati  su scala gerarchica, per cui digitando pace nel primo cerchio andranno le voci piu' attinenti, nel secondo un po' meno attinenti eccetera. Sotto la versione corretta di eyeplorer: la nostra voce sara' correlata non in base alla sua attinenza con la parola pace ma alle parole pace e guerra, per una sua esatta collocazione




I valori minimo e massimo nella versione un polo e nella versione due poli

 post 19 
Una regola del mondo atomico: attorno al nucleo possono esserci al massimo 7 gusci con elettroni orbitanti. E' una regola che vale solo per il mondo atomico, o vale per tutto (tutto quello che è organizzato in gusci)? Se l'atomo segue quella regola per qualche particolarita' del nostro universo per cui non puo' (oppure non gli conviene) avere 8 gusci, quello che è venuto dopo l'atomo, per esempio windows xp, deve seguire la stessa regola (oppure ha la massima convenienza a seguire quella regola)?

Schematizzando l'appartenza del mondo atomico ad una cartella con la regola max7, massimo 7 gusci, è una regola che vale solo per gli atomi o all'interno della cartella max 7 si possono trascinare altre realta' dei sistemi composti da sistemi e sottosistemi, come  per esempio windows xp (o una mappa mentale, i quartieri di una citta', i posti a sedere in un ristorante)?

Una directory in windows xp. Le cartelle di un sistema operativo sono regolate dalle stesse leggi che regolano il mondo atomico? Devono stare fuori o dentro la cartella max7?

CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?

CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?
Sergio Fois, docente, in passato, di Diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma, ex magistrato della Corte dei Conti, nonché membro del CSM, ha sollevato una questione estremamente delicata, riguardante le cd authority (Antitrust, Agcom, Consob), ovvero le autorità di controllo del mercato che operano su diversi livelli (“tutela dei consumatori”, borsa, telecomunicazioni) e nel caso di specie ha posto fondati interrogativi concernenti la loro natura giuridica e soprattutto a quali controlli sono sottoposte.
      L’ex magistrato, non a caso, ha riproposto un argomento che risulta assolutamente nevralgico nel nostro sistema paese in cui, con molta disinvoltura, si parla di maggiore trasparenza, ovvero ci si riempie la bocca di buone intenzioni –vedi ad esempio il nuovo procedimento amministrativo introdotto dalla L. n. 15/2005– ma che, in realtà, non assume prese di posizioni concrete in segmenti di mercato come quelli summenzionati, dove circolano interessi enormi sotto il profilo finanziario e non solo. Ad oggi -sostiene Fois- non c’è chiarezza relativamente ai limiti che queste autorità incontrano nell’esercizio dei loro poteri, tuttavia le stesse beneficiano di ampi spazi di autonomia, nell’assenza di una regolamentazione che stabilisca e nel contempo disciplini un controllo capillare sul loro operato. Il docente formula in tal senso le seguenti domande:
      a chi rispondono le autorithy?
      Qual è la loro natura giuridica e costituzionale?
      Chi ne controlla gli atti?
      Aldilà del fatto che queste autorità, raramente, hanno dimostrato di muoversi con tempestività e in posizione di piena terzietà in settori sensibili come quelli del mercato finanziario (come non ricordare, ad esempio, il caso Parmalat relativo alle obbligazioni gestite impunemente dal sistema bancario con la sospetta complicità della Consob?) e delle telecomunicazioni –area che in questi ultimi tempi è nell’occhio del ciclone per quanto riguarda la querelle Telecom– il governo attuale, nonostante le molte ombre che circondano tali autorità, sta pensando seriamente di incrementare ulteriormente i loro poteri.
      I legittimi dubbi segnalati dal prof. Fois trovano la loro ratio su profili strutturali che palesano un quadro piuttosto controverso sul grado di costituzionalità delle suddette: innanzitutto esse non hanno legittimazione democratica come avviene per gli altri organi costituzionali né alcuna responsabilità politica, come accade per l’Esecutivo o il Parlamento, e cosa ancora più grave non rispondono della responsabilità giuridica dettata dall’art. 28 della Costituzione (1), innalzandole sull’altare delle immunità.
      Infatti l’attuale normativa disciplinata della legge 31 luglio 1997, n. 249 pone queste entità “super partes” nella condizione di poter addirittura adottare un Codice etico che autoregolamenti i comportamenti del personale, dei dirigenti e dei vari componenti,cosa alquanto grottesca.
      Inoltre in tema di sprechi di denaro pubblico, la medesima normativa che ha istituito ufficialmente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi dall’art. 1, attribuisce all’autorithy “entro novanta giorni dal primo insediamento di adottare un regolamento concernente l'organizzazione e il funzionamento, i bilanci, i rendiconti e la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilita' generale dello Stato, nonché il trattamento giuridico ed economico del personale addetto” consentendo, di fatto, all’organismo di controllo di poter determinare secondo libero arbitrio e con un atto interno gli stipendi, le spese, la gestione delle risorse senza doverne rendere conto a nessuno.
      
Seguitando nella lettura dell’art. 1 lo stesso dispone che “l'autorità provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato ed iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro” eludendo ogni possibilità di verifica contabile, alla faccia di quelle categorie lavorative (commercianti, lavoratori autonomi, imprese) che in questi giorni vengono sottoposti a tappeto a severi controlli fiscali. 
      Senza alcun pudore, dunque, ed “in onore al miglior costume italico” si persevera in quella presa per i fondelli che noi italiani continuiamo a subire, in un paese in cui c’è ancora qualcuno che osa definirlo democratico e dove l’insopportabile demagogia lascia spazio all’imperante plutocrazia.
Gianluigi Mucciaccio

uomo-macchina


http://www.serialmapper.com/archive/2011/02/11/twitter-nouvel-outil-pour-faire-un-edito-graphique.html

gradiniemappe_navigazionevisuale






influencer

Gli influencer (parenti stretti degli sneezer) sono i personaggi più corteggiati del web, da quando le aziende si sono rese conto che basta un cenno (o un articoletto) di questi soggetti per decretare il successo (o l’affossamento) di un prodotto o un servizio.
Ma influencer non si nasce, si diventa: su Quora ho trovato una interessante discussione che partiva proprio dalla domanda “How do you become influential?”, dalla quale sono scaturiti diversi suggerimenti utili. Ecco un estratto, tradotto, di quelli che mi hanno colpito di più:

Sii “integro”: le persone in grado di influenzare hanno in comune un carattere prevedibile, coerente, onesto e genuino. L’integrità è fare la cosa giusta anche quando nessuno ti vede.
Ascolta: le persone influenti non sempre aprono la bocca per dire sempre ciò che sanno, ma sanno sempre dare dei preziosi consigli personalizzati.
Relaziona: engage è una delle parole più di moda fra i social media marketer. Un influencer è prima di tutto un amico, e le persone influenti cercano qualcosa di più profondo di un numero: prestano davvero cura alle relazioni con i loro amici.
Conferisci potere: penso che questa sia una delle chiavi. Gli influencer cercano davvero di spronare gli altri. Quelli che sono influencer solo all’apparenza puntano all’engage per rendere se stessi più potenti. Ma una persona davvero influente da potere agli altri senza curarsi troppo di ciò che può ottenere in cambio.
Sii un mentore: facciamo tutti parte dello stesso viaggio. Alcuni sono più avanti di noi. Altri sono dietro. Un influencer si relaziona con gli altri per aiutarli durante questa avventura. E in queste relazioni dispensa perle di saggezza che a sua volta ha scoperto durante il cammino.
Sii calmo: meditazione, preghiera, riflessione sono molto importanti per tutte le persone che hanno influenza. E’ un’occasione per ricaricare le batterie. Le piante mettono radici profonde e crescono meglio in luoghi tranquilli.
Ammetti gli errori: gli influencer non fanno sempre tutto giusto, ma sono i primi ad ammettere i loro errori.
Connettiti con molte persone: impara che il fatto che qualcuno non sia importante oggi, non significa che non lo sarà domani. Ed è ancora meglio se lo sarà grazie al tuo aiuto.
Dai seguito: trova motivi per parlare con la gente. Fallo per creare relazioni genuine e per aiutare gli altri. Impara la differenza fra l’essere genuino e lo spingersi troppo oltre.
Coltiva l’amore di aiutare gli altri: guarda il successo degli altri come se fosse il tuo, piuttosto che come una perdita di opportunità per te. Se aiuti qualcuno se ne ricorderà, prima o poi.
Non pensare alle interazioni con le persone come qualcosa da “una botta e via”: quasi sicuramente incontrerai ancora quella persona. Dovrai interagirci nuovamente.
Impara a comunicare bene: nessuna di tutte queste cose è davvero applicabile se trovi difficolta a comunicare un messaggio.
Sii simpatico: ma non a tutti.

La ballerina sta ruotando in senso orario o antiorario

La ballerina sta ruotando in senso orario o antiorario?


La risposta giusta in questo caso non c'è. Perchè?

Dipende tutto da come usate la testa!

Si perchè la vostra risposta dipenderà da quale dei due emisferi del vostro cervello, destro o sinistro, domina sull'altro.



Se la vostra risposta è: IN SENSO ORARIO

In voi prevale la parte sinistra del cervello, la parte dedicata alla logica, all'attenzione per i dettagli, al linguaggio, alla scienze che si basano su studi empirici, pratici, di comprensione, conoscenza e apprendimento. La stessa che si occupa di preparare strategie, la parte più pratica di voi.

Per farle invertire rotazione, provate a lasciarvi andare un po' di più, date più spazio alla parte che si occupa di immagazzinare e gestire le immagini e liberate la fantasia e le emozioni.



Se la vostra risposta è: IN SENSO ANTIORARIO

In voi prevale l'emisfero destro, la parte che generalmente svolge le funzionalità che si avvicinano di più al vostro essere impulsivi, la percezione delle sensazioni, alla visione di insieme, all'immaginazione. Quella che gestisce la vostra percezione dello spazio, le vostre fantasie, l'impeto e il prendersi dei rischi.

Se volete vedere l'immagine girare in senso opposto il consiglio è di provare a concentrarvi di più, a porre più attenzione ai particolari dell'immagine.

(da Marco)

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senso orario !

in questi giorni ho riflettuto sulla questione
senso orario o antiorario?
e, anche grazie ai vostri commenti,
sono arrivata ad alcune conclusioni

innanzitutto è importante fare una chiara distinzione
tra due diverse tipologie di mappe mentali:
quelle che realizziamo durante un brainstorming
e quelle che utilizziamo per organizzare il pensiero
al fine di comunicarlo e condividerlo con gli altri

nel primo caso il pensiero divergente si irradia in ogni direzione
creando associazioni mentali anche inaspettate,
non c'è una regola da seguire, non c'è un prima o un dopo

prendendo in considerazione i commenti ricevuti
la preferenza per questo tipo di mappa è molto alta:
è forte il desiderio di esplorare il campo delle possibilità,
"guardare dall'alto" l'intreccio generativo di parole e immagini

nel secondo caso prevale, invece, il pensiero convergente
che richiede un'ordinalità che nel libro "Le mappe mentali"
Tony Buzan così descrive

(...) per controllare e applicare questo grande potere mentale, hai bisogno di strutturare il tuo pensiero e la tua mappa mentale usando le gerarchie e categorizzazione.Il primo passo è identificare le Basic Ordering Ideas (BOIs - Idee Organizzative di Base). Le BOIs sono concetti chiave entro i quali può essere organizzata una moltitudine di altri concetti (...)
i vantaggi della gerarchia e della categorizzazione sono

1. Le idee principali sono disposte in modo che le idee di secondo e terzo livello possano seguire velocemente e agilmente per facilitare una struttura di pensiero armoniosa.
2. Le BOIs aiutano a dare forma, scolpire e costruire mappe emntali, permettendo alla mente di pensare in modo naturalmente strutturato


per quanto riguarda la questione del senso di scrittura/lettura
facendo una sintesi dei commenti ricevuti
si può dire che la maggior parte degli intervenuti
segue il senso orario per tutti i livelli della mappa
(sia nella parte destra che sinistra)

chi sceglie il senso antiorario lo fa perchè
trova una simmetria con la parte destra della mappa
ed è facilitato nella lettura dall'alto verso il basso
chi sceglie il senso orario, invece, si fa guidare dall'istinto
e non fa riferimento alle convenzioni di lettura alto-basso
d'altra parte l'abitudine a leggere da sinistra verso destra
e dall'alto verso il basso dovrebbe poco interessare
chi utilizza il mind mapping perchè, non dimentichiamo,
nella parte sinistra della mappa si scrive da destra verso sinistra

di questo ne è più consapevole chi fa le mappe a mano,
e compie l'atto manuale della scrittura, rispetto a chi
utilizza il software e quindi digita le lettere sulla tastiera

inoltre chi utilizza il software, come mindmanager, molto spesso
non rispetta la regola fondamentale "1 parola per ramo"
e quindi scrive interi periodi vanificando la forza della parola-chiave
e le mappe che ne derivano non sono delle vere mappe mentali

come già detto, in questi anni ho seguito il senso antiorario
subendo l'influenza del software mindmanager con il quale
ho iniziato a sperimentare il mind mapping nel 2004

in questi giorni ho provato a cambiare e sono passata al senso orario
non vi nascondo che le prime volte ho dovuto prestare attenzione
ma sono convinta che il senso orario sia quello più naturale
soprattutto se si fanno le mappe a mano

inoltre seguire una convenzione con altri mind mapper
mi permette di condividere con più facilità le mappe

d'altra parte scegliere di utilizzare il mind mapping 
per me vuol dire rappresentare il pensiero
seguendo regole diverse dalla scrittura lineare
solo così posso cambiare punto di vista e generare qualcosa di nuovo

per fare un esempio banale se per andare a lavorare
faccio sempre la stessa strada non avrò la possibilità
di scoprire nuovi percorsi più interessanti;
allo stesso modo se seguo le convenzioni della scrittura lineare
non posso scoprire nuovi spazi mentali

seguire sempre, a tutti i livelli della mappa, il senso orario
e quindi leggere non solo da destra verso sinistra
ma anche dal basso verso l'alto lo considero
un esercizio per "allenare i miei neuroni"
tutti sappiamo bene che per migliorare le nostre capacità
è importante imparare qualcosa di nuovo, evitare la routine,
cambiare abitudini, accogliere la novità con interesse e curiosità

ecco, per me questa è un'ottima occasione !

a conforto della mia scelta di seguire il senso orario
qualche giorno fa ho ricevuto il messaggio
di un mind mapper molto, molto autorevole: tony buzan !

tim fulford, buzan licensed instructor, è stato così gentile
da scrivere a buzan che ha confermato: clockwise at all levels

per concludere penso che nelle mie prossime mappe
specificherò sempre il senso di lettura
per facilitare la comprensione e ovviare i fraintendimenti

infine voglio ancora ringraziare a tutti coloro
che hanno partecipato a questa riflessione
da diverse parti del mondo: italia, inghilterra, spagna
australia, stati uniti, paesi bassi, thailandia,
singapore e francia !

per rendere più agevole la lettura
ho raccolto i 18 commenti in questo pdf
grazie:)
http://mappementaliblog.blogspot.com/2011/02/senso-orario.html


Un attimo di relax

“Vuoi fare qualcosa?” – “No” – “Neanche io”

Come funzionano i neuroni del nostro cervello?

Come funzionano i neuroni del nostro cervello?
La registrazione mnestica è il risultato di una reazione elettrica e di un processo biochimico che avvengono nel cervello. Alla base di tutto ci sono i neuroni, cellule nervose formate da un tratto allungato detto assone da quale partono degli impulsi, e dai dendriti, prolungamenti ramificati che diffondono gli impulsi agli altri neuroni.
Ognuno di questi si comporta così come un cervello in miniatura, in pratica come una piccola rice-trasmittente. Gli impulsi elettrici emessi dal neurone si propagano attraverso le sinapsi (spazi esistenti fra i dendriti e gli assoni, vedi le memorie e le sinapsi) mediante speciali sostanze chimiche, prodotte dai neuroni stessi, chiamate neurotrasmettitori o mediatori – sono circa 40, tra cui la noradrenalina, la dopamina, l’acetilcolina – e in questo modo il cervello codifica, classifica, archivia ed elabora informazioni. Perciò, spiegano oggi i neurofisiologi, a ogni memorizzazione corisponde una modificazione chimica delle cellule celebrali.
“Se una quantità sufficiente di sostanza chimica raggiunge il neurone successivo, questo a sua volta emette un impulso” spiega Eric Kandel, della Scuola di medicina e chirurgia della Columbia University di New York, che con la sua équipe sta studiando i processi dell’apprendimento, della memoria e del ricordo per capire meglio come funzionano i neuroni del nostro cervello, in un organismo semplice come l’Aplysia, una lumaca marina.
“Se invece la sostanza chimica che passa tra un neurone e l’altro è troppo poca, il secondo neurone produce un debole segnale o non ne produce affatto.”
Quest’ultimo caso si verifica nei momenti di assuefazione, di ripetitività, nella mancanza di forti emozioni. Al contrario durante la scarica emotiva passa una maggior quantità di conduttore chimico, provocando così un segnale di spinta, quasi un’ “accensione” di cellule o una piccola serie di “fuochi d’artificio” dentro il cervello. Insomma le forti emozioni “fissano” i ricordi e li “saldano” alle cellule grazie alle trasformazioni biochimiche delle loro proteine (vedi emozioni e ricordo. Che nesso c’è?), mentre il DNA funzionerebbe da “nastro” di registrazione. Tali forze selettive nell’organizzazione della memoria si identificano dunque con le pulsioni e con gli aspetti emotivi-affettivi e motivazionali che regolano la vita degli individui (vedi come funzionano i ricordi e le emozioni?). Del resto questo rende ragione del contributo che la psicanalisi, come metodo di studio delle funzioni mentali, ha portato a questo processo spiegando bene come funzionano i neuroni del nostro cervello.

cervello


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